IIS CAVAZZI

LETTERA APERTA DEL DIRIGENTE: Andrà tutto bene

 
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Andrà tutto bene

21/3/2020

Lettera aperta ad alunni, famiglie, docenti, personale ATA

 

“Andrà tutto bene”… lo sentiamo alla radio, alla televisione, lo diciamo nelle telefonate, nelle mail, lo ripetiamo nella nostra mente, nel nostro cuore, nei nostri occhi. Eppure i nostri occhi vedono le colonne dei camion militari che portano le salme, vedono la curva dei contagi che sale, che continua a salire, imperterrita, quella curva che inesorabilmente accompagna i nostri incubi, quella curva che non si decide a scendere, quella curva che sembra l’immagine medievale della morte con la falce in mano.

Nonostante tutto questo nei nostri volti rimane quella speranza “andrà tutto bene”, siamo aggrappati a questo futuro, che esorcizza le nostre paure, che tiene lontano dalle nostre case la paura, siamo umani e abbiamo paura, abbiamo paura per noi, per i nostri cari, per i nonni, che più di altri stanno pagando caro questo male. La paura è umana, fa parte di noi, ma sarebbe da irresponsabili lasciarsi andare solo alla paura, la paura è umana, ma è la risposta irrazionale a qualcosa che non si conosce; è vero non conosciamo l’origine di questo virus, né il rimedio e questo potrebbe essere la giustificazione di reazioni paradossali, Boccaccio ce lo aveva insegnato secoli fa. Siamo esseri umani e abbiamo paura, ma non possiamo permettere che l’irrazionalità prevalga, soprattutto adesso abbiamo il dovere di dimostrare la nostra razionalità, anche se costa sacrificio. Ci dicono di stare in casa, dobbiamo farlo; ci dicono di tenere le distanze sociali, dobbiamo farlo; ci dicono di limitare le uscite, dobbiamo farlo. Dobbiamo fare tutto questo, perché siamo esseri razionali, perché abbiamo capito che la diffusione del contagio dipende da noi, perché noi, insieme, possiamo modificare quella curva, che sembra il ghigno di un beffardo e malefico destino, ma che in realtà è frutto di comportamenti sconsiderati.

“Andrà tutto bene” è un grido di speranza, un urlo di coraggio, un sussurro di augurio, ma la speranza si costruisce con un comportamento responsabile e razionale, può attuarsi soltanto se ognuno farà la sua parte, se ognuno sarà consapevole di essere parte di un tutto.

Continuiamo a dirci “andrà tutto bene”, è una speranza che nasce nel profondo di noi, continuiamo a dirlo anche con sacrificio e con dolore se il virus si dimostrerà perfido e malvagio vicino a noi, perché anche allora canteremo alla vita, sostenuti dalla solidarietà e dall’affetto di chi ci circonda, perché siamo un tutto, sia nella lotta orgogliosa, che nella crudele sconfitta.

“Andrà tutto bene”…

 

 

Il Dirigente Scolastico